In oriente la chiamano Illuminazione.

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Noi abbiamo importato il concetto ma applicandolo a caso, senza avere nozione di cosa significhi (io per primo quando cominciai a perseguirla). Eppure nel grande periodo del ‘900 storico tre delle nostre massime personalità filosofiche ne hanno fatto esperienza e ne hanno scritto: Heidegger, Sartre, Wittgenstein.

Heidegger è quello che più a lungo e fedelmente si è mosso nei pressi di quella fondamentale esperienza, ma nel ’33 si è iscritto per qualche mese al partito nazista e quindi non se ne può parlare.

Sartre è colui che meglio ha descritto l’esperienza ma poi ha fatto tanto altro nella vita, forse non dando il giusto inquadramento alla cosa (nello zen dicono: la vera pratica comincia DOPO l’illuminazione, un modo per dire che essa è condizione necessaria ma non sufficiente).

Wittgenstein è il più celato dei tre ma alcuni affacciamenti lasciano pochi dubbi, come quelli contenuti in questa conferenza:

“E qui, nel mio caso, accade sempre che a presentarmisi sia una particolare esperienza che di conseguenza è, in un certo senso, la mia esperienza per eccellenza, e questa è la ragione per cui, parlandovi ora, userò questa esperienza come esempio primo e principale. (…)

Credo che il modo migliore di descriverla sia dire che quando ce l’ho io mi meraviglio dell’esistenza del mondo. E sono allora incline a usare formule come “Com’è straordinario che esista qualcosa” o “Com’è straordinario che esista il mondo”.

Farò subito menzione di un’altra esperienza che pure conosco e con cui forse altri di voi hanno familiarità: si tratta di quella che si potrebbe chiamare l’esperienza di sentirsi assolutamente al sicuro. Intendo lo stato mentale in cui uno è portato a dire “Sono al sicuro: qualunque cosa accada, niente può farmi del male”.”

Ma sembra ci sia in Witt una sorta di ritrosia a parlarne in modo diffuso, forse perché facendolo si va a sbattere contro limiti del linguaggio e della logica come egli lucidamente spiega nel corso della conferenza. O forse e anche perché si tratta di una esperienza intima accaduta in un contesto culturale che non ne ha fatto terreno di studio e ricerca e che quindi non ha sviluppato tecniche e percorsi per trasmetterla ad altri.

Ma noi nati e cresciuti nella cultura europea dovremo prima o poi farci i conti seriamente con questa potenzialità di conoscenza.

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Il Wittgenstein Project è una iniziativa avviata da Michele Lavazza in occasione della fine del Copyright sulle opere di Witt. Grazie della segnalazione a Luca Perciballi: